Cheratocono: sintomi e cause, stadi del cheratocono, definizione del cheratocono frusto, bilaterale e pediatrico

CHERATOCONO: CAUSE, SINTOMI, STADI E CURE

 

     Cheratocono: confronto con una cornea normale

COSA È: Il cheratocono è una malattia della cornea (distrofia progressiva non infiammatoria) che colpisce sia gli uomini sia le donne in giovane età e che porta ad un peggioramento costante e progressivo; il cheratocono è la prima causa di trapianto di cornea nei paesi occidentali, ma il trapianto viene sempre più spesso evitato grazie alla chirurgia conservativa del cheratocono. Il cheratocono insorge, normalmente, durante la pubertà o comunque in giovane età. Il problema si rende evidente quando la parte centrale della cornea inizia ad assottigliarsi e ad incurvarsi progressivamente verso l’esterno, deformandosi, così, a forma di cono. La curvatura irregolare che si viene a creare, cambia il potere rifrattivo della cornea producendo, di conseguenza, distorsioni delle immagini (da lievi ad elevate) ed una visione confusa sia da vicino che da lontano. Questi cambiamenti producono, inoltre, il sovvertimento della normale disposizione delle proteine corneali, disposizione che consente la perfetta trasparenza del tessuto corneale. Tale alterazione nella disposizione delle proteine corneali produce inoltre delle cicatrici che contribuiscono a distorcere ulteriormente le immagini. In alcuni casi esse divengono così dense ed opache da impedire il passaggio della luce, causando un senso di abbagliamento estremamente fastidioso.

 

                      Il cheratocono: la deformazione corneale

CAUSE: La scienza medica non ha ancora individuato la causa che porta all’insorgenza del cheratocono. Gli studi effettuati indicano che il cheratocono può insorgere per una o più delle seguenti cause:
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1°) una anomalia congenita della cornea dovuta ad una alterazione genetica. Circa il 7% dei portatori di cheratocono hanno una storia familiare di presenza di cheratocono;
2°) un trauma oculare anche lieve ma ripetuto nel tempo, come ad esempio usare lenti a contatto per cheratocono per troppe ore consecutivamente e per troppi anni;
3°) alcune malattie oculari come la retinite pigmentosa, la retinopatia del prematuro o la cheratocongiuntivite allergica;
4°) malattie sistemiche, come la Amaurosi congenita di Leber, la sindrome di Down, l’osteogenesi imperfetta ed il morbo di Addison;

5°) sfregamenti degli occhi prolungati nel tempo (eye rubbing).

 

SINTOMI: Il sintomo principale è una scarsa capacità visiva – caratterizzata da annebbiamento, distorsione e bagliori notturni – che non viene corretta del tutto con occhiali o lenti a contatto e che, soprattutto, peggiora nel tempo. Un astigmatismo che non è stabile ma che, al contrario, si evolve col passare dei mesi, può essere un campanello d’allarme. Questo è ancora più vero nel caso di giovani, adolescenti e bambini, persone in cui questi sintomi devono portare ancora più tempestivamente ad un controllo dal medico oculista.

 

CLASSIFICAZIONE: Le principali classificazioni del cheratocono suddividono la patologia in 4 stadi evolutivi. Gli elementi in comune tra tutte sono quelli relativi alla curvatura massima della cornea, elencati nei quattro stadi dell’elenco sottostante.

 

Stadio I): curvatura massima 48 diottrie;
Stadio II): curvatura massima 53 diottrie;
Stadio III): curvatura massima superiore a 53 diottrie;
Stadio IV): curvatura massima superiore a 55 diottrie, ectasia visibile a occhio nudo e spessore corneale estremamente ridotto.

 

Si può evitare il Trapianto di Cornea, curando la malattia e bloccando l’evoluzione del cheratocono? Certamente sì, se si affronta la malattia con precocità ed è possibile fare ricorso alla chirurgia conservativa del cheratocono (Cross-linking, Inserti Intracorneali, MARK e Tecniche Combinate).

 

Il Dr. Abbondanza studia e opera il cheratocono dal 1984. Nel 1993 ha ideato la tecnica MARK e nel 2005 ha introdotto il Cross-linking in Italia.

Il Dr. Abbondanza ospite in studio per parlare di cause, sintomi e trattamenti del cheratocono

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Ogni tecnica di chirurgia conservativa del cheratocono ha delle precise indicazioni, che sono state formulate dagli ideatori stessi delle metodiche, forti della loro esperienza personale. Non esiste una metodica unica capace di dare sempre e comunque, risultati eccellenti per ogni tipo di cheratocono.

Sarà compito del chirurgo essere a conoscenza di tutte le tecniche oggi a sua disposizione, e saper usare quella migliore per ogni paziente che si rivolgerà a lui al fine di risolvere il suo problema.

E’ quindi assolutamente necessario sottoporsi ad un’accurata visita da parte di specialisti che abbiano una lunga esperienza nel settore della chirurgia refrattiva e del cheratocono. Solo osservando tali precauzioni si potrà godere dei benefici di queste nuove tecniche.

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Il Dr. Abbondanza ospite in studio per parlare di cause, sintomi e terapie del cheratocono

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CHERATOCONO PEDIATRICO – il cheratocono nei bambini, negli adolescenti e nei giovani: il cheratocono è una patologia che colpisce spesso nella seconda decade di vita; in alcuni casi più rari, tuttavia, si manifesta in età ancora più precoce: l’età pediatrica. In questi casi la malattia può essere più aggressiva e richiede una diagnosi tempestiva al fine di bloccarne l’evoluzione. Ciò è oggi possibile, così come è possibile evitare il ricorso al trapianto di cornea in caso di bambini o adolescenti affetti da cheratocono aggressivo. Il Dr. Abbondanza e la sua èquipe di colleghi trattano con successo casi di questo tipo da molti anni ed hanno pubblicato, su rivista scientifica internazionale, due casi clinici (cliccare qui per leggere il 1° e qui per leggere il 2°) che si riferiva proprio ad un aggressivo cheratocono del III° stadio in età pediatrica (10 anni), bloccato con successo grazie all’intervento non invasivo del Cross-linking corneale, una metodica introdotta in Italia dallo stesso Dr. Abbondanza nel 2005. Fondamentale, in questi casi, è arrestare l’evoluzione della patologia prima che questa raggiunga uno stadio avanzato.

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ULTIME NOVITÁ DALLA RICERCA – Le ultime ricerche mostrano che: 1) il Crosslinking corneale si conferma un trattamento parachirurgico molto efficace nella cura del cheratocono, che è in grado di arrestare. E’ valido anche in caso di aggressivi cheratoconi pediatrici, ma necessita di rimozione dell’epitelio per funzionare al meglio; 2) nuove terapie sono in fase di studio. Una ricerca ha mostrato che il Rosa Bengala potrebbe sostituire la Riboflavina durante il Cross-linking; 3) il nostro team ha sviluppato un nuovo tipo di metodica, il Cross-linking Periferico (P-CXL), il quale ha permesso di bloccare la progressione di selezionati cheratoconi al 4° stadio, con spessori corneali di 215 micron. I risultati preliminari sono stati pubblicati da diverse riviste scientifiche; 4) il Cross-linking si dimostra un’ottima terapia anche quando combinato con PRK, FemtoLASIK, Impianto di Lenti Fachiche e MARK; 5) la Cheratotomia Circolare (CK) e la RK minimamente invasiva sono, secondo due nuove ricerche, valide opzioni per il trattamento dei cheratoconi iniziali; 6) come risultato, il ricorso al trapianto di cornea a tutto spessore per cheratocono è in costante diminuzione in tutto il mondo; 7) il trapianto parziale di cornea (DMEK, DSAEK, EK, ecc.), quando necessario, è un’alternativa sempre più sicura ed efficace al trapianto di cornea perforante; 8) le cornee artificiali, quando necessarie, sono oggi più sicure e meno costose rispetto al passato.

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Il dott. Marco Abbondanza, nel corso della sua trentennale esperienza, è diventato uno dei massimi esperti del cheratocono e uno dei maggiori fautori della chirurgia conservativa del cheratocono, avendo introdotto in Italia il Cross-linking ed avendo ideato lui stesso una tecnica microchirurgica per evitare il trapianto di cornea, la Mini Cheratotomia Radiale Asimmetrica (MARK). Grazie a queste metodiche, il numero di pazienti che deve affrontare il trapianto di cornea è diminuito drasticamente ed è in continuo calo. Per tali ragioni, il Dr. Abbondanza è stato intervistato dai più noti programmi televisivi e dai maggiori giornali italiani, nel corso degli anni. Ha, inoltre, stabilito il primo protocollo italiano di collaborazione scientifica con il Save Sight Institute dell’Università di Sydney, proprio allo scopo di rafforzare la ricerca sul cheratocono.

 

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