Patologie e interventi chirurgici
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IL TRAPIANTO DI CORNEA ( Innesto di cornea ), o Cheratoplastica.

Trapianto di cornea
In una percentuale pari a circa il 24% di tutti i pazienti colpiti da cheratocono, la malattia evolve in modo progressivo e continuativo fino a portare al “trapianto” della cornea stessa.

Quando è che si deve ricorrere ad un innesto di cornea?
In caso di eccessivo assottigliamento dell'apice del cono od in caso di cicatrici opache centrali, tali da interferire con la visione, i pazienti, per migliorare la loro vista e per non avere più il dolore causato dalle lenti a contatto, dovranno ricorrere ad un innesto di cornea.

L'innesto può essere perforante oppure lamellare.

Il cosiddetto trapianto perforante consiste nella rimozione, completa ed a tutto spessore, della parte centrale della cornea del paziente e nella sua sostituzione con una cornea proveniente da un donatore.
L'intervento perforante di cornea ha successo in una percentuale dell' 85-90% dei casi. Infatti circa il 10-15% dei trapianti perforanti eseguiti, va incontro a rigetto.

Il rigetto è legato al fatto che gli anticorpi del paziente riconoscono come "estranee" al proprio organismo, le cellule della cornea donata e le aggrediscono come farebbero con batteri e virus.

Trapianto di corneaIl rigetto può essere acuto oppure cronico, ossia può avvenire nei giorni immediatamente successivi all'intervento oppure anche dopo svariati mesi od anni.
Le persone operate con successo dovranno, quasi certamente, usare delle lenti a contatto per avere una visione soddisfacente. Infatti, circa l'80% delle persone operate, riesce a vedere 5 decimi ed oltre, solo grazie alle lenti a contatto.
Circa il 5-7% delle persone operate di innesto di cornea subisce un rigetto acuto del trapianto e deve ripetere l'operazione sperando in un risultato migliore. Tutti coloro che però sono stati operati e che hanno avuto un rigetto della cornea trapiantata, hanno un rischio di un nuovo rigetto di molto superiore rispetto al primo intervento.
Un altro 5-7% delle persone operate di innesto di cornea avrà un rigetto cronico del trapianto stesso con crisi acute che possono essere parzialmente controllate mediante l'uso di farmaci specifici anti rigetto ( cortisonice e/o antimetaboliti).

Bisogna descrivere inoltre un aspetto poco noto, ma molto importante.
Il lembo che è posto in sostituzione della cornea malata non ha una durata pari alla cornea originale.

La cornea donata ha un invecchiamento precoce per una serie di ragioni.

Queste sono, principalmente le seguenti:

Il lembo apparteneva ad un essere umano che è deceduto per ragioni che non creano alcun problema alla donazione di organi e tessuti, diventa però estremamente importante il lasso di tempo che intercorre tra la morte ed il prelievo degli organi e dei tessuti. Più è lungo questo intervallo e maggiori saranno i danni che la cornea subirà.

Il liquido in cui vengono conservate le cornee una volta espiantate, contiene sostanze nutritive e sostanze conservanti. Le sostanze conservanti hanno il compito, fondamentale, di impedire che si sviluppino, all'interno del liquido stesso, batteri e funghi. Più a lungo una cornea rimane nel liquido di conservazione e maggiori saranno i danni che essa subirà.

L'insieme di queste variabili fa si che la cornea donata abbia una vita inferiore a quella originale.

E' evidente quindi che diviene importante rinviare il trapianto di cornea il più a lungo possibile, sperando poi di avere al momento del trapianto una cornea proveniente da un soggetto di giovane età.

In caso di innesto lamellare, non viene rimossa la cornea in tutto il suo spessore. Si pratica una separazione dei diversi strati della cornea ed andiamo a sostituire solamente gli strati superiori, più esterni, della cornea stessa lasciando quello più profondo al suo posto senza sostituirlo. In questo modo si vanno a ridurre sostanzialmente i rischi legati al rigetto.

Tale tecnica è, indubbiamente, molto meno a rischio di problemi di rigetto ma consente, normalmente, una acuità visiva post operatoria, inferiore a quella ottenibile mediante cheratoplastica perforante.

In Italia la situazione dei trapianti di cornea è alquanto particolare. La maggioranza delle cornee che sono trapiantate servono per porre rimedio a dei cheratoconi talmente evoluti da non potere essere curati diversamente.
E’ appunto per cercare di ridurre i problemi insiti nella metodica della cheratoplastica, perforante o lamellare, che si sta facendo ricorso recentemente, a questi interventi di chirurgia, cosiddetta, conservativa, del cheratocono ed ai trattamenti di cross linking.