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Cataratta: gli interventi

CATARATTA: CHIRURGIA DI AVANGUARDIA PER TORNARE AD AVERE LA VISTA DEI 40 ANNI

La cataratta, i sintomi e gli interventi per eliminarla definitivamente

Nell’occhio vi sono due lenti una esterna, la cornea, ed una interna, il cristallino. Esso ha il compito di far convergere i raggi luminosi sulla retina, indipendentemente dalla distanza degli oggetti che stiamo guardando. Risulta evidente che esso deve essere perfettamente trasparente, altrimenti la luce non perverrà in maniera adeguata sulla retina ed il paziente non avrà la possibilità di vedere correttamente. Vi sono diverse forme di cataratta. Schematicamente possiamo suddividerle in:
- congenite
- post-traumatiche
- conseguenti a malattie generali
- conseguenti a malattie oculari senili

Il dott. Abbondanza esegue interventi di cataratta da circa 30 anni, avendo una delle piu’ rilevanti esperienze operatorie in tale ambito in Italia. Il dott. Abbondanza è stato inoltre tra i primi chirurghi ad utilizzare una tecnica di correzione ottica completa (per vicino e lontano) durante l’intervento di cataratta.

                                                                                                                  Video e spiegazione dell’intervento di cataratta

La cataratta è prevalentemente dovuta all’invecchiamento, anche se è divenuta sempre più frequente pure in soggetti che non hanno raggiunto la mezza età. Una volta che l’ opacizzazione si è messa in moto, questa andrà sempre evolvendosi ed attualmente non si conoscono farmaci capaci di rallentarla. L’unica soluzione, attualmente disponibile, è quella chirurgica che consiste nell’estrarre il cristallino opaco e sostituirlo con uno, artificiale, di potere adatto.

Sintomi

I primi sintomi dell’insorgenza di una cataratta sono principalmente:
- annebbiamento della vista
- diminuzione della vista
- fastidio con le fonti luminose
- aloni attorno alle luci
- insorgenza di una miopia od il peggioramento di una miopia già presente

Gli interventi chirurgici

Una volta si diceva che la cataratta doveva essere operata solo quando era ” matura ” ossia quando, praticamente, non ci si vedeva più. Oggi sappiamo che questo non solo non è vero ma che, addirittura, è sbagliato.
Oggi la cataratta viene operata quando comincia a creare fastidi nella visione tali da dare problemi nella vita quotidiana, il che significa che il momento dell’intervento dipende solamente dal tipo di vita di chi è colpito dalla cataratta stessa. Attualmente disponiamo di sofisticate apparecchiature che ci consentono una sempre maggiore sicurezza operatoria, quali sofisticati microscopi operatori ed apparecchi con ultrasuoni che ci consentono di sciogliere il cristallino opacizzato e di aspirarlo attraverso incisioni di lunghezza inferiore a 3 mm. Le tecniche utilizzate si riducono sostanzialmente a due:
- l’estrazione extracapsulare pianificata
- la facoemulsificazione

Estrazione extracapsulare pianificata

Si pratica un’incisione lunga da 6 a 12 mm lungo il margine superiore della cornea, quindi si apre la capsula anteriore del cristallino. Attraverso tale taglio si estrae la parte centrale della lente e, là dove si trovava la lente naturale, si inserisce il cristallino artificiale.
Si procede suturando la incisione con alcuni punti di nylon 10/0.

Facoemulsificazione per cataratta

Mediante tale tecnica si utilizzano gli ultrasuoni per sciogliere il cristallino naturale. Si pratica un’incisione di lunghezza variabile tra i 2mm ed i 3,2 mm attraverso la quale si inserisce una minuscola sonda dotata di tre vie al suo interno in grado di fare arrivare gli ultrasuoni sino al cristallino. Una volta che questo è stato “sciolto”, lo si aspira e, sempre attraverso la stessa incisione, si inserisce un cristallino artificiale morbido, arrotolato come un piccolo cilindro , dentro l’occhio dove si aprirà e prenderà il posto del cristallino naturale eliminato precedentemente. Alcune volte si applica un unico punto di sutura, ma il più delle volte non è necessario applicare alcuna sutura.

Quale tecnica è migliore?

La facoemulsificazione è sicuramente la tecnica migliore in quanto permette un recupero visivo molto più veloce ed una serie di fastidi certamente minori. Inoltre presenta dei margini di rischio sicuramente inferiori alla estrazione extracapsulare. Ciò non vuol dire che la estrazione extracapsulare sia da considerarsi come superata o pericolosa, alcune volte, al contrario, essa appare come la tecnica da scegliere come preferibile. La scelta dipende sempre dalle condizioni dell’occhio del paziente in oggetto.

Quando è possibile migliorare la propria visione?

Il dott. Abbondanza è stato tra i primi chirurghi ad utilizzare una tecnica di correzione ottica completa durante l’intervento di cataratta. Sino a poco tempo fa, quando il cristallino opaco (la cataratta) veniva estratto, esso veniva sostituito con un cristallino artificiale dotato di un determinato potere. Questo cristallino era capace cioè di metterci ” a fuoco” solamente ad una determinata distanza, lasciando sfuocate le immagini provenienti da distanze diverse. In termini ancora piu chiari, eravamo in grado di vedere bene, per esempio, per lontano ma eravamo sempre presbiti come prima dell’operazione, ed avevamo quindi bisogno di usare occhiali per la lettura e per le distanze intermedie.
Ora invece, grazie alla tecnologia multifocale impiegata dal dott. Abbondanza, il paziente operato di cataratta è in grado, dopo l’intervento chirurgico, di vedere bene sia da lontano sia da vicino senza bisogno di usare alcun tipo di occhiali. E’ quindi possibile ottenere una visione “naturale” e riuscire a vedere perfettamente come quando si aveva meno di quaranta anni. Ovviamente, tutto quello che è stato detto, è valido solamente quando il resto dell’occhio è normale e se non vi sono altri fattori responsabili della diminuzione della vista come, ad esempio, dei danni a livello retinico.

 

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