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CHERATOCONO:
quando si può evitare
il trapianto di cornea
Si può evitare il trapianto di cornea?
Certamente sì,
se trattiamo la malattia con precocità.
Questa è la risposta che si può dare se il cheratocono evolutivo viene trattato in fasi iniziali ( I° e II° stadio ), quando la cornea stessa, quindi, possiede ancora delle caratteristiche che permettano di utilizzare le tecniche della chirurgia conservativa del cheratocono. Il dottor Marco Abbondanza si è sempre dedicato con particolare attenzione allo studio di questa malattia.
Fin dal 1988, insieme ad una equipe di colleghi, si è dedicato allo sviluppo di una tecnica sperimentale che iniziava a considerare la possibilità di correggere i difetti, visivi e non solo, relativi a questa patologia. Grazie alla vasta esperienza maturata nella chirurgia refrattiva incisionale, si è giunti all’intuizione di coniugare la capacità di correzione dei difetti miopici ed astigmatici propri della cheratotomia radiale, alla naturale capacità di rinforzo strutturale propria del tessuto cicatriziale. Questa tecnica innovativa consisteva nel praticare delle incisioni sulla cornea al fine di correggere i difetti astigmatici creati dalla deformazione della lente corneale indotta dal cheratocono.

Tale metodica aveva il vantaggio di correggere i difetti di vista collegati al cheratocono, ma poteva portare ad un eccessivo appiattimento della cornea stessa con la creazione di un difetto visivo opposto a quello originario.
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