Patologie e interventi chirurgici
CHERATOCONO
   Che cos’è il cheratocono
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   Cheratocono: quando si può
   evitare il trapianto di cornea
   M.A.R.K.
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   I.C.R.S. o Anellini Intracorneali
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   Il trapianto di cornea

I DIFETTI DI VISTA
CHIRURGIA REFRATTIVA
E CHIRURGIA LASER
NEI DIFETTI DI VISTA
(Miopia, Ipermetropia, Astigmatismo
Miopico e Ipermetropico, Presbiopia)

LASER PER MIOPIA
IL LASER AD ECCIMERI
PRK
LASIK
iLASIK
LASEK
EPILASIK
CHERATOTOMIA RADIALE
SOSTITUZIONE DEL CRISTALLINO NATURALE
IMPIANTO LENTI FACHICHE

INTERVENTO CATARATTA
   Facoemulsificazione
GLAUCOMA
MALATTIE DELLA RETINA
STRABISMO

EPILASIK

Epilasik
Anche la Epilasik è una tecnica che si pone a cavallo tra la Lasik e la PRK.

Utilizzando uno strumento specifico, si ottiene la separazione dello strato epiteliale dalla cornea.

Una volta che l’epitelio è distaccato viene posizionato a lato della cornea stessa in modo che non venga successivamente toccato dalla radiazione laser.

Epilasik
L’intervento prosegue come per la PRK. ossia trattando la cornea sulla sua superficie

I vantaggi, rispetto alla Lasek, consistono in una maggiore vitalità dell'epitelioin quanto questo non è stato esposto alla soluzione alcolica propria di quella metodica ed in una più veloce guarigione.


Complicazioni possibili con la PRK, la LASIK, la LASEK e l'EPILASIK.

I trattamenti laser, sia in PRK sia in LASIK, sono gestiti da un computer che permette una precisione di ablazione sino al millesimo di millimetro.

Immediatamente dopo, come in ogni evento chirurgico, il nostro corpo mette in atto una serie di meccanismi che portano alla completa cicatrizzazione e guarigione.

Tutti i trattamenti sono calcolati in modo da ottenere la correzione completa del difetto di vista originario alla fine del processo di guarigione.
Per calcolare il risultato finale, noi ci avvaliamo di curve statistiche basate sui dati ottenuti dalle precedenti centinaia di migliaia di pazienti trattati. Di conseguenza quindi, esse sono estremamente precise ed accurate.

Ciò non di meno, ovviamente, ciascun paziente cicatrizza in maniera leggermente diversa da ogni altro ( individualità biologica), e questo può portare ad avere un risultato lievemente diverso dal previsto.
Questo rischio aumenta proporzionalmente al l 'aumentare del difetto originario.
Il risultato sarà comunque molto soddisfacente, anche se potrebbe richiedere l’ausilio di un occhiale in alcune situazioni. Sarà comunque possibile, in quei casi dove ci fosse un residuo difetto, reintervenire in un tempo successivo per completare la correzione.
Questa eventuale regressione è dovuta quindi a cause estranee alla capacità del chirurgo e dipende solamente da una individualità della cicatrizzazione del paziente.
Associata alla regressione e per la stessa ragione, può intervenire anche una lieve velatura della cornea trattata.

Tale velatura può essere causa di una lieve diminuzione della funzione visiva e di alcuni disturbi nella visione notturna. Questa velatura viene chiamata, in termini tecnici, Haze e regredisce di norma, spontaneamente in pochi mesi.
La presenza dell'haze è possibile solamente usando la PRK e non è possibile con la LASIK. I disturbi sopra descritti sono stati relativamente frequenti con macchine laser di prima e di seconda generazione, ma attualmente, con le macchine della generazione attuale, essi sono divenuti assai più rari.

Esistono invece alcune complicazioni possibili solamente se si è scelto di utilizzare la Lasik. Queste sono, principalmente: una non perfetta aderenza tra il lembo superiore della cornea ( flap) ed il resto del tessuto corneale, una dislocazione del lembo dalla sua posizione fisiologica e, raramente, uno sfiancamento della cornea stessa per la diminuita resistenza strutturale dell’insieme costituito dal lembo e dalla restante cornea ( cheratectasia post Lasik).

Il laser che i chirurghi più aggiornati utilizzano oggi sono dotati di sofisticati mezzi di sicurezza che consentono una precisione ed una sicurezza pressoché assoluta, tra questi il cosiddetto sistema di eye-tracking. Tale sistema consiste in un apparato che permette al laser di "inseguire" i movimenti involontari dell'occhio del paziente durante il trattamento.